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dei sotterranei e dei draghi

domenica, aprile 08, 2007

LE DIVAGAZIONI DEL PROF PITER MARIA B.
Vacanze in compagnia.

Eravamo io, Bismark, Federico da Montefeltro, Basilio II e il Saladino, che si giocava a reboia in quel del Green.
Ognuno col suo stile: se con colpi secchi d’indice e gran cazzotti il cancelliere imponeva il suo marchio sulle mani altrui, si potrebbe dire che il duca firmava ogni sua mossa con una certa eleganza e matematica precisione.
E tutti avevano una birra davanti, quasi piena solo quella del Sultano, svuotata quella di Otto Von, che come al solito non lasciava spazio a vie di mezzo.
“È il tuo turno italiano.” Continuava a dirmi mentre fallivo ogni tentativo di metter dritto quello stupido pacchetto.
“È il mio turno, prussiano.” Gli rispondevo, irritandolo ogni volta di più. Ha sempre odiato essere chiamato “prussiano”, anziché “tedesco”, o perfino “crucco”. Non chiedetemi perché.
La serata non era delle più divertenti, a dire il vero. Di divertente, e un po’ frustrante, c’era solo la presenza della cameriera ucraina, alla cui beltà si sottometteva volentieri anche lo stesso imperatore.
Ho già detto quanto c’era da dire, su quella sera al pub.

Forse, allora, dovrei parlarvi della lunga notte in spiaggia, l’estate scorsa.
Eravamo io, Kant, Napoleone, Stalin e Orietta Berti.
Inutile specificare che Giuseppino si era subito appartato con la cantante-massaia: alle casalinghe romagnole piacciono i mustacchi.
Ma con l’andarsene di Giuseppino la tensione tra i restanti era calcolabile in joule. Evento, lasciatemelo dire, del tutto straordinario.
Rimangono quindi un italiano, un francese e un tedesco, soli davanti ad una torre, da cui provengono strani rumori.
Va il francese, ma all’interno delle rovine sente una voce, sicuramente dall’oltretomba, che gli intima di andarsene: “sono il fantasma formaggino!”. E il francese comincia a correre. Chissà che non sia finito su di un’isola sperduta nel pacifico.
Va il tedesco, ma anche lui, pur con tutta la ragione del mondo, non riesce ad esorcizzare la paura dello spettro: “sono il fantasma formaggino!”. E pure il crucco scappa, deciso una volta per tutte a lasciare a casa ogni traccia di trascendente.
Tocca infine a me, l’italiano spavaldo della situazione. “Sono il fantasma formaggino!”. “E io ti spalmo sul panino!” l’originalità della mia risposta, la minaccia di un coltello e il mio carisma irresistibile costringono il fantasma ad una rovinosa ritirata. Segna un’altra tacca, Piter!

Ma meglio non andare avanti, o qualcuno della SIAE potrebbe avere qualcosa da ridire.
Non sia mai che io infranga qualche legge, eh no! Come quel giorno, qualche tempo fa.
Eravamo io, Van Gogh, il giovane Enrico Fermi ed un ancor più giovane Sinatra, che stavamo inventando una nuova religione seduti al solito baretto della stazione.
Fermi ha la geniale idea di buttarsi sotto un treno, Sinatra lo segue, Van Gogh vuol fare il bastian contrario come al solito e si trancia un orecchio. Ma io, signori, io no .Ci sono leggi contro il suicidio!

Che vuol dire ‘non ci sono’ ?
Allora mi sbagliavo quella volta che insieme a Moretti (quello dei film, non il Baffo), Charlie Chaplin e Anita Ekberg abbiamo costretto Seneca a piantarsi una spada nel petto. Non guardatemi male, per piacere. Io mi limitavo a tenere ferma la telecamera, mentre Charlot faceva del suo meglio per far ridere lo stoico nel momento clue della sua esistenza: la morte in diretta tv! La Ekberg e Moretti, come al solito, impartite le classiche direttive generali, son partiti, sono andati ad imboscarsi. Morto Lucio Anneo, io e il mio amico Charlie ce ne siamo andati, lasciando ai due polipi l’onere di metter via il cadavere, e di ripulire tutto. Abbiamo fatto a pezzi il corpo e abbiamo nascosto qua un orecchio, là un anulare, un paio d’alluci sotto il letto. Credo che a Seneca stesso sarebbe piaciuto. Ne avrebbe potuto fare una commedia, forse, o un dramma. Fatto sta che Nanni e Anita, per ripicca, ci hanno tolto dai titoli di coda, e ci han tenuto il muso per un mese. Niente titoli uguale niente paga, e io e Charlot ci siamo accontentati di mangiare scarpe.

Non ho rispetto per la vita umana dite? Ma voi cosa credete di capirne!
Per farvi capire quanto avete torto, potrei benissimo citarvi di quella volta  che a Roma io, Virgilio, Muzio Scevola e Orazio Flacco ci divertivamo a lanciare sassi sulle oche del campidoglio, fuggendo alle prime avvisaglie di resistenza armata, di solito da parte delle oche stesse.
Grasse risate, ve lo assicuro, nonostante i continui tiri mancini dello Scevola.

Senza dubbio meglio di quella volta che io, Tognazzi, e Mastro Lindo abbiamo fatto gara a chi diceva più stronzate. Ho vinto io, ma vi assicuro che quella volta non è successo assolutamente nulla di divertente.

CesareNiceforo l'ha postato alle22:43 commenti (2)

venerdì, febbraio 16, 2007

 LE DIVAGAZIONI DEL PROF PITER MARIA B.

SAN VALENTINO

San Valentino, ma cos’è sta storia?
Oggi è il 14 febbraio, santi Cirillo e Metodio. Patroni d’Europa, mica pizza e crauti.
No, perché sapete bene che in Germania la mangiano la pizza coi crauti. Mi viene in mente una storia buffa: nel 1987 mi ritrovato ad essere a Berlino, ovest ovviamente, all’affannosa ricerca di un manoscritto della Ragion Pratica. Cosa ti trovo se non una bella pizzeria gestita da due cecoslovacchi, che mi cucinano pizza e crauti? E come scrivevano questi due cecoslovacchi?
Ma in Cirillico, ovvio. Sono stato in un ristorante cecoslovacco senza dare preavviso al 118, ma non è questo il punto:è che qui torniamo ai santi Cirillo e Metodio!
Fin dagli anni sessanta, noi giovani volevamo rompere con il passato e così invece di inviare i baci perugina alle nostre fidanzatine, dal Vietnam, mandavamo lettere in ucraino. Che però non conoscevamo. Voi non vi immaginate le serate passate sotto il fuoco dei vietcong, collina 364, con un bel vocabolario di russo in mano! “Mia cara Cecilia, sapessi che orrore quaggiù!”. Sembra semplice, ma vi assicuro che per districarsi tra tali fonemi, idiomi e dittonghi avremmo dovuto saltare a piè pari oltre la cortina di ferro, ma era meglio non rischiare, che sennò scattava il maccartismo, ed erano dolori.
Eppure, sotto la Naja non c’erano di questi problemi politici. Noi si stava a Trieste, nella nostra bella caserma di fanteria, il giorno di San Cirillo. Servizio di guardia e\o pattuglia. A scelta. Mi ricordo che quel giorno c’eravamo io, Benedetto Croce, Senofonte e Antony Hopkins. Propendiamo per il servizio di pattuglia, e prima di partire carichiamo la ghirba con dei ciottoli di fiume. Ci allontaniamo, sfuggendo alla vista del nostro capitano, per andare a sorprendere una coppietta di Croati che si stava dando da fare tra i cespugli. Riusciamo bene a vederli dall’albero su cui ci siamo arrampicati; e giunto l’attimo del climax, diamo fuoco anche noi alle nostre polveri e cominciamo a tempestarli di sassate. Un paio di colpi e il ragazzo perde i sensi. La ragazza, per un senso di cavalleria, l’abbiamo lasciata andare via, non prima di averla cavallerescamente ricoperta di fischi e apprezzamenti.
Poi ad Urbino, i primi tempi delle sommosse universitarie! 14 febbraio 1968: tutta la facoltà di lettere invasa da volantini marxisteggianti scritti in una lingua bolscevica incomprensibile e intraducibile. Erano gli anni di vetro, cui seguirono gli anni di piombo, gli anni d’oro e dopo sessant’anni dal matrimonio gli anni di diamante.
Ma il mio San Metodio preferito l’ho passato a Berlino.
Ovest, ovviamente. Perché ad est c’erano i sovietici, con tanto che se non nascondevo Husserl nella valigia mi incarceravano. Stì russi me ne hanno fatte passare Diobono! Da una parte e dall’altra del ponte, coi mitra spianati, che se non avevo il Capitale a portata di mano quelli mi prendevano e mi impiccavano manco fossi stato Nixon in persona.
Ma torniamo ai santi Cirillo e Metodio.
Dicevo che a Berlino, ovest ovviamente, c’eravamo messi proprio davanti alla porta di Brandeburgo, e con l’aiuto di un paio di ingegneri aeronautici eravamo riusciti a progettare una Luftwaffe di aeroplanini di carta che nemmeno Hitler. Uno ad uno li lanciamo contro le sentinelle, russe, che li leggono e ridono, perché c’è la famosa barzelletta del capitalista formaggino.
Ci sono un Bolscevico, un Inglese e un Americano, che si ritrovano davanti ad una torre dove c’è il capitalista formaggino.
Poi il resto è storia nota: lì per lì eravamo tutti contenti che sti russi si erano messi a ridere e sparavano raffiche di mitra verso il cielo, in allegria.
Perché sapete bene che a San Cirillo e Metodio debbono trionfare la fratellanza, l’amicizia e l’amore, un po’ come a natale.
O a San Valentino. 

CesareNiceforo l'ha postato alle21:11 commenti (2)

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A proposito di me...

io sono colui che è, che fu e che sarà. A me basta, non so a voi.

SUPERCAZZOLA DEL GIORNO(generata a random)

A proposito di me, "FOR DUMMIES"

siccome non capita a tutti di riuscire a comprendere l'essenza di un'entità palesemente di origine divina, in questa guida a "me stesso for dummies",affermo di essere un tipo trasandato, stanco, una bestia immonda che si crogiuola nell'infima sua mondezza...no, scherzo. Non sono stanco. Scherzi a parte, sono me stesso, e di questi tempi è già un grosso passo avanti. Amo tutto ciò che ha anche solo un vago sapore di antico (tranne il cibo scaduto), e un giorno, forse non troppo lontano, una mano amica mi incoronerà nuovo imperatore del ricostituito impero romano. Per allora avrete già imparato a chiamarmi Basileus kai Autokrator.

Odio

L'eccesso, in tutte le sue forme, nemico com'è del giusto mezzo che caratterizza la natura stessa dell'uomo. Sia l'eccesso di eccessi o l'eccesso di prudenza, l'eccesso di cura o l'eccesso di incuria...In medio stat virtus, recita un famoso adagio latino.

Amo

Amo l'uomo, ma amo ancora di più la donna.

RITRATTI

MOTTO DEL GIORNO

pensiero del giorno

-Il Ragno intesse la sua tela nel palazzo dei cesari il gufo chiama l'ora nelle torri di Afrasiab (Mehemet II, entrando a santa sofia, 29 maggio 1453, caduta di Costantinopoli)

pensiero del giorno

-(IO)Nando, what's the unknown soldier? (NENDO)the announ sogier is an omin picul picul whot camin and spar...

pensiero del giorno

Tarapia tapioco! Brematurata la supercazzola o scherziamo? No, dico, posterdati per due come se fosse antani anche per lei, o scribai con burfaldina solo in due, con doppio scappellamento a destra?ah, vedo che lo preferisce a sinistra!

pensiero del giorno

se oggi seren non è, domani seren sarà, e se non sarà sereno si rasserenerà

pensiero del giorno

- ehi pupa, hai circa 200 ossa in corpo. ne vorresti per caso uo in più?

pensiero del giorno

- ehi pupa, sono un donatore dell'aido, ti interesserebbe un organo?

pensiero del giorno

- questa sega è una pippa! (lavorando il legno)

pensiero del giorno

- attila!attila! A come atrocità! doppia TT,come terremotetraggedia, I come iradidddio! L come lgo de ssangue! A, come adesso vengo li e ti sfascio i conni!

PIANO DI CONQUISTA DEL MONDO

Beh, non crederete mica che farò lo stesso errore di ogni supercattivo idiota, rivelando ciò che non dovrebbe essere rivelato?

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leggo...

leggo quel che capita, per lo più libri con parole.

avete vivistato il dungeon in...

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