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dei sotterranei e dei draghi

lunedì, giugno 25, 2007

DIES
parte prima (non vi assicuro che ce ne sarà una seconda)



Allo strombazzare di un sahariano carillon aprire gli occhi, e dannandosi per far ammutolire il telefono a celle, surrogato dell’alarm clock ante e postbellico, ma comunque relegato agli antiquari, salutare il giorno appena nato.
“Salve, giorno!”, e con l’indice deungulato inquisirsi le narici usando torquemadesca efficienza, attaccandovi capperi a mò di ventosa, per spararli a terra e farne indi un verdognolo mosaico.
I primi passi mossi e alternati, dest, sinist, paiono i fenomeni di un rito creolo di qualche macumba o candomblè, tanta scordinazione ne traspare e tanta poca voglia ne vien testimoniata.

Overture: i liquidi di origine renale troppo a lungo covati nel ricettacolo della vescica han da compiere il viaggio per cui, in ultimo, sono stati concepiti, ergo con movimenti continuativamente sconnessi, è d’uopo abbassarsi pantaloni e boxer, onde afferrare l’idrante e rilasciare un getto d’orina con determinata pressione P, mirato e magari raggiungente il centro del cosiddetto “water closet”.

Primo atto: deserrare la serranda settentrionale destra e capire o no se sia, i primi di giugno, nevicato nel medio adriatico.
No. Non ha nevicato.

Secondo atto: deserrare la serranda settentrionale sinistra ricapillarizzando la circolazione nei muscoli bracciali e manuali, accendere la luce e infine sedersi.
Seguirà senza fallo l’appicciamento del televisore, sul nono canale. Si materializza tra i catodi dell’aere audiovisivo il volto familiare dell’opinionista Vaime, simpatico e pungente come pochi tra le sette e trentacinque e le sette e quarantuno. Per capire anche solo due parole del suddetto opinionista urge spremere dalla polvere nera un po’ di succo del risveglio, per gli oriundi italici caffè, da prepararsi con l’apposita macchinetta, surrogata dell’espresso baristico di San Cristoforo eppure funzionante senza fallo; gesti atletici scomposti da accenni di Parkinson e circolazione ancora stentata, in vario ordine lussano la coppa empiendola di granelli nerastro-marroncini, accendono il trabiccolo e aspettano che le leggi fisiche dell’induzione scaldino il liquido precedentemente versatovi. Inevitabilmente tra gli ultimi è l’atto di combinare i tre elementi di pulviscolo, calore ed acqua in un unico liquame scuro con doti potenzialmente antianestetiche. Dicesi, repetita iuvant, caffè. Caffè che in scarsa quantità può bastare a sollevare una giornata, e che ha bisogno di un carboidrante aiuto perché all’amarezza subentri la preferibile glaucedine. Latte, dunque,va versato del latte freddo, e fare poi sì che le microonde shakerino ben benino, con tutta la calma che è propria dei mattini in corsa, il composto, o chimicamente meglio detto miscuglio, equilibrandone la temperatura a livelli di piacevolezza, permettendo un tranquillo pucciare dei frollini gocciati di cacao.
Tremore! Stupore! Turgore! Sapore!
Un corteo caffeinato comincia a percorrere le vie sanguifere e a darsi da fare per oliare i meccanismi di un’arrugginita corporeità diciotto-diciannovenne, dandogli a intendere che solo in cagione del suo aiuto può attraversare l’acheronte meridiano.
La riflessione catodo-indotta, bolscevicamente attuale, è scandita dal cozzare di mandibola e mascella tac-tac-ciac-tac-ciac-groump-tac-tac-ciac-tac-ciac-groump: e sono due frolle bolizzate che si tuffano nel canale esofago.

Bagno. Accappatoio. Spogliarello. Le sinapsi hanno appena il tempismo di sintonizzarsi sul canale Mondo per cogliere il e stupirsi al lisippiano pre-ellenistico spettacolo di un busto tale sputato a un non meglio definibile (dovere di decenza) ramestagno acheo. Prosit!
Il bronzo pare avere un suo peso specifico variabile variando piada con pizza con fettina nella dieta marenostra, oscillante tale peso tra i 93 e i 97 chilogrammi – e siamo sul novantacinque. Il pubblico sinapsico grida cento!cento! certo! Non ci siamo ancora. Novantacinqueqquattro. Che tanto al cento non si vincono i milioni.
L’acqua ritorna a spadroneggiare sugli altri composti più o meno organici: gaia e ricolma di calcio prorompe dalla cornetta (non telefonica) scaldandosi con entusiasmo fino ai 30-35 gradi. Celsius. Che se fossero Farenheit sarebbero tante centinaia. Prosit!
Ed ella prosa, come suo dovere, giovando al definitivo risorgere dell’attenzione mondana.
Omnis vanitas est! O quam cura hominum rebus inane (est)!
Ma a la guer com a la guer si riesce fracidi zuppi grondanti, rimestando, mano al pettinino, barba caprina e baffo sparviero.

Ah! Semisfera di sfilacciata arguzia, aggrappata a un trapezio scaleno!
Piramide, tronco di cono, assurta a simbolo di giambica arroganza: chi mai può trovare argomenti per svilirti, chi mai vorrebbe farlo?
Ah! Speculari solletichevoli mustacchi mantenuti alla timida, e pure considerevole lunghezza di tre. Tre non si sa bene cosa, ma tre: più di due, meno di quattro: baffo duplice e nel suo piccolo trino, speculare a sé stesso e alla triade fichtiana. Il baffo pone se stesso, il baffo poi pone l’altro baffo e in ultimo si oppone il non baffo.
Tesi!: guai a chi sbarbato si contenti del due! 
Antitesi!: guai a chi barbone indulga nel quattro!
Sintesi!: beati coloro che accettano l’ottimo tre.

È da porsi a questo punto un limite all’ascesi: limite che segnerà l’inizio di un calando rossiniano: il piede mollo s’inciabatta e attacca un passo, cui ne seguiranno altri, alternati, indefiniti, finiti: quattro: l’uscio domiciliare si proietta sul bandon bicefalo e aquilino (ma c’è chi direbbe bicipite), nero volante sull’oro. L’artiglio grifagno mancino ghermisce uno spathion, nell’altra soggiace l’orbis terrarum (ma c’è chi direbbe oikumene), gemmato, crociato, possesso privato del B.B.B.B. , al secolo, Totò: Antonio de Curtis Ducas, Comneno, Foca, Paleologo di Bisanzio: non rispondono però all’appello gli armeni (Tzimisce) e gli Isauri (Isauri).
Le due cefale (ma c’è chi direbbe le due cipiti) speculari sull’asse puntano il fagiano (Scita? Persico? Alamanno?) a settentrione e meridione: collezione di cappelli con visiera, armadio autocelebrativo, posterato, a doppia anta, doppiamente autocelebrativo; tabellone mosaicato a cartoline, bozzi, stemmi ed adesivi. Qua e là buste od accessori: fogli, quaderni, giacche, a sinistra, meridione: libri accatastati; altre pile di carta stampata, scarpe, borse teutofone, a settentrione, a destra: lenzuola gialle scaraventate. Centrale e intatto nell’in sé che gli è proprio sta il materasso blu magiaro, impudicamente ricoperto da telame, giallo anch’esso. Prima estate, tale spesa d’ori e teli d‘oro ha amanti e detrattori. 4 cappelli (varie fogge, varie forme) guardano verso occidente. Il muro biancastro, percosso, ancora e ancora, da ponente butta l’occhio sul levante.

Per amor di pudicizia si serra l’uscio, per abitudine si apre l’armadio, per necessità se ne tirano fuori mutande e calze. Mutande: capo di vestiario atto a coprire le pudende, dal latino mutanda, da mutare, e per questo la si muta; gran giornata, oggi, s’indossino le blu a pinguini. Comode mutande blu a pinguini! Elastiche, policrome, sintetiche: amichevoli. Calze: capo di vestiario atto a coprire i piedi, dal latino calza, da calzare, e per questo la si calza; gran giornata, oggi, si calzino quelli beige a rombi viola. Comodi calzetti beige a rombi viola! Elastici, policromi, antiestetici: amichevoli.
Se si mostrasse al volgo il torso, lisippiano, scoperto e ben visibile, chi non ne sia estasiato, ne sarebbe adunque ciecato: con modestia lo si copra. Con che?
Maglietta omnibus blu scout? Maglietta omnibus grigio don? Maglietta omnibus verde laga? O forse maglietta elegantibus blu prussica? Maglietta elegantibus bianco ghiaccio (con coronata e minacciosa scritta “dominator”)? L’ultima, che sia. Granulata, polo, e abbottonata, veste il torso lisippiano. La cintura nera onnipresente sostiene, ringraziando anche il prorompente addominale lisippiano, il pantalone omnibus, tessuto jeans (jeans, venga da Genova? Da Ginevra?) immune, solido ed invulnerabile a qualsivoglia taglio od abrasione.

Corazzato, eppur pensante: il letto blu magiaro accoglie il generoso posteriore del filosofeggiante, sperduto tra le nebbie del suo ego: se fossi! Se fosse! Se fossimo! Se foste! E la paradossale natura dell’essere (che è) riluce nella sua coscienza, lo induce ad impostare il proprio sguardo sul non essere (che non è). La sintesi di dentro, fuori, positivo, negativo, si concretizza nel tornare a sé dell’immaginazione dall’immaginativo, si impernia e si incunea in un’intelligente wit britannica, stilizzata in segni alfabetici su carta quadrettata: quaderno  k-way, breviario di sententiae lapidarie, senecane, tacitiane, di politica, morale, didattica, divinità (che è), di sesso, donne, storie concettose (che non è). Sintesi bilanciata da una parte o dall’altra, che sia o non sia, non ce ne importa, carpe diem, che il diem ti carpa!
In piedi dunque!
Ultime volte che lo zaino ha da esser fatto, lo riempiano testi albionici ed ellenici, kantiani e michelangioleschi.
Ma… se fossi…se fossi…se fosse…se fossimo…se foste…se fossero… sarebbero! L’essere è, il non essere, vien logico, non è!
Parti, allora, và, prendi quel che hai da prendere, e non voltarti indietro: la strada è tanto lunga e il freddo già ci assal, per le vie del mondo: non può che farti comodo l’auricolare emittente une bella canzone dei pink floyd.
Che sia Echoes: piede dest, sinist dest, sinist, incamminati, il dì è appena cominciato.

CesareNiceforo l'ha postato alle21:53 commenti (2)

venerdì, giugno 22, 2007

L'IDEALISMO FLAUTOLENTO.
ovvero
L'idealismo trascendentale di J.G. Fichte spiegato a mia figlia (che non ho)







Testi: Niccolò Fattori, Enrico Pierpaoli
Disegni: Enrico Pierpaoli.
Si ringrazia: la knorr per la sua ineffabile (trascendentale!) zuppa di fagioli.


P.S.:
"il cielo stellato sopra di me
la legge intestinale dentro di me"
Sarà il mio epitafio.

CesareNiceforo l'ha postato alle10:09 commenti (2)

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A proposito di me...

io sono colui che è, che fu e che sarà. A me basta, non so a voi.

SUPERCAZZOLA DEL GIORNO(generata a random)

A proposito di me, "FOR DUMMIES"

siccome non capita a tutti di riuscire a comprendere l'essenza di un'entità palesemente di origine divina, in questa guida a "me stesso for dummies",affermo di essere un tipo trasandato, stanco, una bestia immonda che si crogiuola nell'infima sua mondezza...no, scherzo. Non sono stanco. Scherzi a parte, sono me stesso, e di questi tempi è già un grosso passo avanti. Amo tutto ciò che ha anche solo un vago sapore di antico (tranne il cibo scaduto), e un giorno, forse non troppo lontano, una mano amica mi incoronerà nuovo imperatore del ricostituito impero romano. Per allora avrete già imparato a chiamarmi Basileus kai Autokrator.

Odio

L'eccesso, in tutte le sue forme, nemico com'è del giusto mezzo che caratterizza la natura stessa dell'uomo. Sia l'eccesso di eccessi o l'eccesso di prudenza, l'eccesso di cura o l'eccesso di incuria...In medio stat virtus, recita un famoso adagio latino.

Amo

Amo l'uomo, ma amo ancora di più la donna.

RITRATTI

MOTTO DEL GIORNO

pensiero del giorno

-Il Ragno intesse la sua tela nel palazzo dei cesari il gufo chiama l'ora nelle torri di Afrasiab (Mehemet II, entrando a santa sofia, 29 maggio 1453, caduta di Costantinopoli)

pensiero del giorno

-(IO)Nando, what's the unknown soldier? (NENDO)the announ sogier is an omin picul picul whot camin and spar...

pensiero del giorno

Tarapia tapioco! Brematurata la supercazzola o scherziamo? No, dico, posterdati per due come se fosse antani anche per lei, o scribai con burfaldina solo in due, con doppio scappellamento a destra?ah, vedo che lo preferisce a sinistra!

pensiero del giorno

se oggi seren non è, domani seren sarà, e se non sarà sereno si rasserenerà

pensiero del giorno

- ehi pupa, hai circa 200 ossa in corpo. ne vorresti per caso uo in più?

pensiero del giorno

- ehi pupa, sono un donatore dell'aido, ti interesserebbe un organo?

pensiero del giorno

- questa sega è una pippa! (lavorando il legno)

pensiero del giorno

- attila!attila! A come atrocità! doppia TT,come terremotetraggedia, I come iradidddio! L come lgo de ssangue! A, come adesso vengo li e ti sfascio i conni!

PIANO DI CONQUISTA DEL MONDO

Beh, non crederete mica che farò lo stesso errore di ogni supercattivo idiota, rivelando ciò che non dovrebbe essere rivelato?

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leggo...

leggo quel che capita, per lo più libri con parole.

avete vivistato il dungeon in...

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